domenica 12 maggio 2013

ELP Tribute Project live al teatro Ambra Garbatella Roma: il giorno dopo e riflessioni.

Rapita dalla musica.
Ieri sera si sono esibiti gli ELP Tribute Project al teatro Ambra Garbatella, Roma.

Descrivere la giornata passata assieme a loro (ho avuto la fortuna di stare con la band e la crew già dal primo pomeriggio, assieme al mio compagno, un batterista, Fabio Romani n.d.r.), culminata in uno show di cui difficilmente mi scorderò per molto, moltissimo tempo, non è impresa facile.

Si dice che in Italia la musica è morta, che non si lavora per la musica, che non ci sono talenti veri. Beh, la verità è che non ci sono più produttori ed etichette discografiche disposte ad investire in qualità, in musicisti di grande talento e preparazione, come Mauro Aimetti
(voce, basso e chitarre), Oscar Abelli (batteria e percussioni), Larry Ceroni (hammond, moog e piano digitale).

Tutto al risparmio, la musica, i musicisti, i prodotti. Confezionati con un bel pacchetto studiato a tavolino ma... la musica? Quella di chi la conosce e che suonandola ti fa sognare e ti eleva verso mondi paralleli? Beh,  quella non interessa più, non fa fare immediato cassetto, profitto, guadagno.

La cultura non paga, il marketing si. Questo sembra il leitmotif degli ultimi 20/30 anni. 
Io credo invece che la cultura paghi sempre, se solo il marketing (con il quale lavoro e che rispetto ed amo)  facesse il suo vero lavoro, quello di creare un prodotto che soddisfa bisogni, portando la gente ad averne bisogno, a riconoscerla, fruirne.

Su ELP Tribute Project mi basta dire che con Tarkus, suite celeberrima - della durata di 20 minuti - di Emerson, Lake & Palmer, eseguita dagli ELP.TP in maniera incredibile, senza sbavature eppure con enorme cuore, energia ed anima, ho davvero viaggiato. Un universo parallelo, fatto di bellezza, di arte, di emozioni. Di cui, per 20 magici minuti, ho fatto parte anche io.

Ecco, io credo che nutrirsi di bellezza, arte ed emozioni sia una strada percorribile, anche come ricetta anti crisi, come modo per far ripartire l'economia in un paese di rara bellezza, colmo d'arte e che sempre emoziona, come l'Italia.

Chissà perché, noi italiani, ci lasciamo convincere che non sia così da chi dovrebbe guidare questo paese.

Io sto con l'arte, la bellezza, la musica. Grazie ELP Tribute Project per avermelo ricordato in modo così significativo. 

Vi lascio qualche immagine amatoriale dell'incredibile giornata che ho vissuto, sperando, almeno in parte, di trasferirvi un pò di quella bellezza, di quell'arte, di quelle emozioni.

E per stemperare un pò della serietà psichedelico/filosofica di questo post, vi avviso: quella con il viso da "stavo bbbene" in apertura post sono io, foto scattatami a tradimento durante l'esecuzione di Pictures at an Exhibition, altra epica e storica suite fiume di Emerson, Lake e Palmer.

Clicca sulle immagini per ingrandirle o per visualizzare la gallery.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project.

ELP Tribute Project. La Gretsch Broadkaster del 1961 di
Oscar Abelli, la stessa usata da Palmer.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project. Mauro Aimetti, Fabio Romani.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project. Oscar Abelli alla sua batteria.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project. 
Larry Ceroni controlla la sua strumentazione.

Preparazione del palco. ELP Tribute Project. Basso e
 chitarre di Mauro Aimetti.

Il palco ha preso forma. ELP Tribute Project.

Fabio Romani in regia per la gestione proiezioni video.
Fabio Romani in regia.

ELP Tribute Project. Lo show.

ELP Tribute Project. Lo show.

ELP Tribute Project. Lo show.

ELP Tribute Project. Lo show.



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