sabato 22 giugno 2013

Delle relazioni fra beauty blogger/aziende ed altri demoni

Un titolo con una chiara citazione letteraria, per alleggerire l'argomento! 

La scorsa settimana su Twitter mi è capitato di parlare di rapporti fra beauty blogger ed aziende ma anche del fenomeno del sub4sub (su spunti di @Lidalgirl , @AllAroundlove e @Whatsinmybag). 

In rete, su Facebook più spesso, si aprono, periodicamente, polemiche e discussioni a riguardo. Sul modo di agire degli uni o degli altri. Su stimolo ed invito delle tre blogger citate,  racconto la mia esperienza come responsabile comunicazione e PR di alcuni brand beauty. Questa  è la mia idea di rapporto azienda/blogger. Lo illustro analizzando le motivazioni che stanno alla base dei due  punti:

- Scelta
- Relazione

Scelta. Perché scegliere una blogger piuttosto che un'altra.

  1. Il marchio le interessa davvero. Vuole informazioni sul brand prima ancora di chiedere prodotti da swatchare. Questo mi fa capire che "ci mette la faccia". Prima di consigliare o parlare di un prodotto/marchio, si accerta di cosa si tratta, con serietà, nel rispetto di chi legge i suoi articoli e segue i suoi suggerimenti.
  2. Parla del marchio, dell'azienda, delle nostre novità indipendentemente dal fatto che le si inviino prodotti da provare. Non inizio mai rapporti con blogger spedendo prodotti. Prima mando informazioni, cartelle stampa, comunicati stampa. Se il blog parla dei prodotti e del brand significa che ha un interesse reale nel marchio/prodotti. Altrimenti, forse, non è così interessata e posso tranquillamente depennarla dalla lista. Metodo forse empirico ma ad oggi non mi ha mai tradita.
  3. Ha passione per il nostro settore. Può essere il miglior blog del mondo ma se non le interessa il segmento di mercato nel quale i miei marchi operano, non trovo nessuna reciproca convenienza ad avere relazioni.
  4. E' competente rispetto al nostro segmento di mercato. Conosce il mercato, le sfumature di prodotti e servizi, le esigenze dei clienti e sa riconoscere la qualità e fare vera informazione.
  5. Sa scrivere. Abbastanza imprescindibile, è una blogger, racconta attraverso parole e non solo con swatch o solo con immagini. Se non sa scrivere è solo una dilettante che prova a fare la blogger. E quando si tratta di comunicazione e business, non ci si affida a dilettanti allo sbaraglio, non è la Corrida.
  6. Ha un blog con contenuti di valore. Una impostazione editoriale abbastanza definita, con rubriche fisse, argomenti ben proposti, immagini curate, post abbastanza regolari, idee proprie e ben espresse. 
  7. Ha una originalità nel produrre contenuti per il suo blog. Sa presentare e raccontare novità, tendenze, prodotti, eventi, con una visione tutta sua, stile riconoscibile, o con modalità creative che colpiscono.
  8. Ha talmente tanta passione per il nostro marchio da riuscire a trasmetterla. Anche se magari non è una campionessa della lingua italiana, non è il blog più alla moda o perfetto. Questa è una delle motivazioni che, qualche volta, mi fa sorvolare sul punto numero 5 e 6 (qualche rara eccezione, eh).
  9. Ha un buon seguito e forti legami con i propri lettori. I famosi numeri. Fan, utenti, follower etc.. I numeri hanno un senso, ovvio. Però non sono tutto. Preferisco blogger con un seguito meno clamoroso di altre, che però abbiano una forte interazione con i propri fan/follower/lettori, che i grandi numeri che non producono community ed engagement. Insomma, preferisco la qualità di come fanno comunicazione e creano conversazioni, alla quantità. Quindi il sub4sub è una vera sciocchezza. Chi ti segue tanto per farti far numero, non è interessato ad interagire e far community e la cosa non si riesce a nascondere a lungo.
  10. Ha buone relazioni con le altre blogger. Questo è uno dei punti per me più importanti. Perché racconta di cooperazione, equilibrio, passione, stima, apprezzamento, serietà, comunità, socialità, scambio.


Ralazioni. Interazioni e comportamenti fra azienda e blogger.

  • Rispetto e stima reciproci. Non potrei mai (e non lo faccio) intrattenere relazioni con una blogger per la quale non ho stima e rispetto. O che non li abbia nei riguardi miei e del brand. Non mi importa se un blog è il più trendy ed il più seguito se poi non provo alcuna stima per la persona o non apprezzo il modo di scrivere, interagire, raccontare e raccontarsi di quel blog.  Alla lunga si capisce. E credo che lo stesso debba valere da parte del blogger verso l'azienda e chi la rappresenta.
  • Libertà reciproca. La blogger ed il blog sono uno spazio che non appartiene ne a me ne all'azienda. Il fatto che io mandi informazioni o prodotti non significa che il blog debba pubblicare, un giorno si e l'altro pure, notizie sui miei brand e nel modo che dico io. Credo che valga anche il contrario, l'azienda non ha l'obbligo di spedire sempre e comunque i prodotti alla blogger, per un milione di motivi che non devono essere necessariamente spiegati o giustificati.
  • Onestà intellettuale. Non vendo fuffa. Non mi metto dietro una tastiera a scrivere cose non vere o approssimative pur di spingere una blogger a parlare di noi. E' il tipo di comportamento che può causare grossi danni alle aziende e all'immagine professionale di chi fa comunicazione. Allo stesso modo, non mi aspetto sempre che quello che  propongo incontri l'entusiasmo della blogger. Ne mi aspetto che la blogger nasconda una esperienza negativa per "amor" mio. Sarebbe impossibile e disonesto da parte sua e da parte mia. Mi aspetto però onestà intellettuale ricambiata. Ovvero, il racconto di una esperienza negativa o di un parere negativo senza sensazionalismo, senza assolutismi e senza schiamazzi per attirare l'attenzione e far clamore. Nel mese di marzo una blogger ha ricevuto una manicure presso il nostro stand in fiera. Avendo avuto un piccolo problema, dovuto ad un micro taglio ricevuto con la lima (involontario incidente da parte della manicurist), la blogger lo ha raccontato sul suo blog. Raccontando anche  in termini entusiastici il prodotto, la sua durata, la sua qualità ma non ha omesso l'incidente con la lima e quello che ne è seguito. Lo ha fatto con estrema onestà e chiarezza, senza alcun allarmismo o sensazionalismo, informando anche della felice risoluzione del problema successiva. Ecco, questa io la chiamo onestà intellettuale e questo mi fa stimare quella blogger in maniera ancora più forte. Trovo che sia una risorsa ed un privilegio avere relazioni con lei e persone come lei, sia per me come persona e sia per i marchi che rappresento.
  • Trasparenza. Se propongo un lavoro vero e proprio ad una blogger, sono chiara fin dall'inizio su quello che il lavoro comporta. Incluso rimborsi spese e/o compenso, quando applicabile. La blogger deve essere altrettanto chiara con me nell'accettare o chiedermi di rivedere alcuni punti dell'accordo. In questo modo si evitano problemi, malintesi, malumori, incidenti diplomatici etc.
  • Socialità e relazioni personali. Siamo esseri umani e sociali, che per di più vivono in mezzo ai social! Per quale ragione non dovrei interagire con le blogger anche ad un livello più personale quando l'occasione lo permette? Non mi nascondo, non ho nulla da nascondere. Una delle blogger con le quali ho migliori relazioni, personali e professionali, le ha anche con altri marchi, non racconta verità distorte sui miei brand per farmi felice,  ne ho mai pensato di chiederle di farlo. Le relazioni personali sono personali, il lavoro e la professionalità sono altro. Basta esserne consapevoli e saper distinguere sempre le due cose.
A grandi linee mi sembra di aver detto più o meno tutto. Cosa ne pensate? Voi avete qualcosa da dire in merito?  Come blogger o come ufficio stampa o PR?

Mi piacerebbe molto avere il vostro parere e leggere vostri contributi. Grazie!



Immagine tratta da http://www.corriereuniv.it

50 commenti:

  1. eppure Katia ci sono blogger che per principio non pubblicano MAI comunicati stampa aziendali se prima non ricevono prodotti ! E sai cosa fanno quando ricevono, anche, smalti fantastici come quelli che tu rappresenti ? Li mostrano passivamente, cioè mostrano "il trofeo ottenuto" senza neanche stenderlo sulle unghie....Oppure, peggio ancora (per me), mostrano lo swatch sulla ruota delle unghie. Questo fa capire a me lettore, a me patita di smalti che tu blogger non sai apprezzare quello che ti è stato inviato, non sai parlarne e, quindi, non sei credibile. Le società, purtroppo, prima di iniziare una collaborazione vogliono numeri: lettori, iscrizioni, etc..etc...E quindi ecco il sub4sub, che ora è diventato sfacciato !! Le persone non leggono più i tuoi post ma ti lasciano come commento la richiesta di ricambiare l'iscrizione. E questo per me è colpa delle aziende, le quali sviluppano un piano di marketing basandosi solo su numeri che, veritieri non sono. I blog vanno monitorati prima di iniziare collaborazioni e questo non accade spesso.Per quanto riguarda le relazioni tra blogger ed azienda è raro trovare un riscontro fuori dal comunicato stampa e poi molte aziende vogliono che tu menta. Ti mando il prodotto in prova ? Parlane bene...Non ne parli bene ? Il rapporto si interrompe. Ma che strategia comunicativa è questa ? .....Ohi..Ohi...quanto ho parlato....

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    1. Ivana grazie per il commento.
      Come in tutte le cose, quando alla base non c'è rispetto e stima reciproca, questi sono gli effetti.
      Buona domenica!

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    2. Mi inserisco qui perché sono una di quelle che usa la ruota per presentare gli smalti. Per quanto mi riguarda provare uno smalto è un grosso impegno e con un lavoro ( anzi due!) mi ritrovo spesso senza possibilità di luce e di tempo di fare le foto appena messo lo smalto. Tra l'altro spesso le collezioni di smalti sono composte da 6,8,10 colori e con le tempistiche succitate significherebbe parlare della collezione estiva a natale. Ho cominciato quindi a fotografarli tutti insieme sulla ruota per usufruire della stessa qualità di luce per tutti e se sto scrivendo una review vuol dire che comunque ne ho provati almeno la maggior parte mentre invece se scrivo un'anteprima con le prime impressioni significa che ne ho provati un paio. La scelta del l'anteprima ha anche a che fare con il numero e la veloce stagionalità di alcuni prodotti e è a mio giudizio un giusto compromesso anche per rispetto dell'azienda che mi ha inviato il prodotto.
      Ma queste chiaramente sono valutazioni che faccio io e evidentemente poi alle lettrici invece suggeriscono altro.
      Riprendo più sotto per commentare il tuo articolo.

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    3. Non trovo nulla di male nell'utilizzare la ruotina, pensa che anche noi le usiamo per presentare i nuovi colori.

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    4. mi inserisco nel discorso ruota pure io... a me non piace, o meglio piace a metà perché trovo che abbia pro e contro (come tipo... tutte le cose? XD).
      Mi spiego: tra i pro vi sono quelli indicati da Manu, però come contro si percepisce di meno l'applicazione, la resa con strisciate nonché la resa a contrasto con una pelle reale.
      Per cui personalmente parlando le ruotine le considero per cercare di capire i colori (specialmente per quei brand che hanno per me scarsa/nulla reperibilità tutto fa brodo XD), ma preferisco di gran lunga lo swatch su unghia.
      (non a caso quelle volte in cui ho fatto post su collezioni intere di smalti ho preferito metterci la mia, di mano, a mo' di ruota)

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    5. quando si hanno delle unghie -obbligatoriamente- corte lo swatch sulla ruotina salva tantissimo. c'è poco da fare, lo smalto risalta di più sulle unghie lunghe... io inoltre non posso mettere lo smalto troppo spesso e rimuoverlo per via di unghie molto fragili che tollerano poco il tutto: la ruota mi aiuta a mostrare tutto senza dover stressare le unghie inutilmente.
      è chiaro che sulla mano è un'altra cosa, ma spesso bisogna riflettere sulle possibili motivazioni ;)

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  2. Ero curiosa di sentire il punto di vista di una PR sullo spinoso argomento delle relazioni tra blogger e aziende, perchè negli ultimi mesi ne ho sentite tante, troppe e nemmeno troppo significative, e tutte venire dal mondo delle blogger, è stato importante secondo me avere la possibilità di sentire la voce di chi intrattiene quotidianamente rapporti con noi blogger, e quindi intanto grazie per aver colto l'invito ad esprimerlo :-)
    Il Decalogo che hai stilato contiene tantissimi spunti di riflessione che buoni consigli, sia per le blogger che per le aziende, al fine di riuscire a creare una relazione professionale e di stima reciproca. Purtroppo non tutti hanno questo comportamento e per me è incomprensibile il modo in cui certe blogger agiscono e certe aziende scelgono di comportarsi nei nostri confronti.
    La prima considerazione è per il mio mondo, quello delle Blogger: Il Sub4sub è un danno enorme che ci procuriamo se decidiamo di racimolare follower in questo modo, perché il seguito che avremo sarà finto e alla lunga questa finzione si ripiegherà su se stessa danneggiando il blog e facendolo finire nel dimenticatoio. Un Blog si basa anche sulle connessioni che si creano tra noi che scriviamo e coloro che leggono, esse devono essere reali o tutto questo non ha senso.
    La seconda considerazione è per le aziende: Scegliete con attenzione i blog a cui vi affidate, non basatevi solo sui numeri, essi hanno un valore mi rendo conto, ma valutate anche altri aspetti, siate critici. Rispettateci, io penso di avere la fortuna di intrattenere ottimi rapporti con tutte le aziende e gli Uffici Stampa con cui collaboro, ma mi sono capitati sporadici episodi che mi hanno fatto cadere le braccia, non trattateci da ragazzine, non trattateci come se fossimo tutte avide in cerca di prodotti, non siamo tutte cosí molte di noi sono professioniste, adulte, con la passione per quello che fanno e coccolano il proprio blog come una creatura, intrattengono legami onesti e reali con chi ci legge ed anche con le aziende con cui decidono di collaborare, sappiate distinguere insomma.
    Questo è il mio pensiero e il mio contributo, grazie ancora Katia per questo post :-)
    Baciiii

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    1. Grazie di cuore a te.
      Hai scritto cose interessanti e hai detto una cosa fondamentale: professioniste, adulte, passione per quello che si fa. :-)
      Dovrebbe valere da ambo i lati della "barricata".
      Buon domenica

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  3. Interessante leggere il punto di vista dall'altra parte dello specchio. Io ho pochissime collaborazioni all'attivo, la maggior parte cercate e volute da me. Sono felice di ricevere comunicati stampa perchè contengono foto infinitamente migliori di quelle che potrei fare io e informazioni utili: non sempre li pubblico ma li leggo sempre. E, quando li posto, non è mai un copia e incolla. Per un po' ho cercato di capire i misteriosi criteri delle aziende: oggi ci ho rinunciato. Vedo blog con numeri risibili (e contenuti vuoti e grafiche pessime per non parlare della pochissima interazione) passare di collaborazione in collaborazione mente blog curatissimi e interessanti restarne fuori. Questo mi racconta molto dell''azienda stessa: se si preferisce un invio massivo (che è molto simile allo spam, soprattutto nell'effetto finale) a una campagna minimamente ragionata, il brand stesso perde parte del suo appeal. Credo che la "bolla delle collaborazioni" si sgonfierá presto: il livello - da entrambi i lati- è al limite del sostenibile ormai. Anzi, me lo auguro: c'è bisogno- e ovviamente parlo in linea generale- che aumenti il rispetto reciproco e si spezzi il circolo vizioso in cui le aziende sono viste come "vacche da mungere" e le blogger come spazi pubblicitari a costo quasi zero. Grazie ancora per il bel post:)

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    1. "Ne resterà soltanto uno" (cit. Highlander)
      Scherzi a parte, come ogni fenomeno che esplode e cresce, si arriva al punto in cui la situazione si fa estrema. Poi, però, passando da stato di fenomeno a situazione stabile, normalmente le cose si livellano, trovano un equilibrio e rimangono in gioco solo i giocatori seri, da qualsiasi parte dello specchio si trovino. Grazie davvero Hermosa per il tuo insight :-)

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    2. :D Sì, in realtá pensavo a un panorama post bellico, confesso. E ripeto che non vedo l'ora. Standig ovation per te, che hai risposto a tutti i commenti. Odio quando non succede, mi fanno sentire una povera pazza che parla da sola ;)

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    3. Ahahahah standing ovation a voi che avete commentato, mi state insegnando un sacco di cose.

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  4. Complimenti per questo lungo ed illuminante post, spero davvero che in molti, non solo bloggers, lo leggano con attenzione e ne traggano bneficio.
    Come dicevano giustamente altre ragazze prima di me, non tutte siamo uguali come non tutte le aziende sono uguali.
    Nella mia esperienza personale ciò che mi ha maggiormente turbata è la voglia di fare numero a tutti i costi pur di essere poi notate dagli uffici stampa delle aziende.
    A questo scopo vengono giornalmente indetti decine e decine di giveaway che però, in Italia, sono praticamente illegali.
    Mi sono scontrata con questa difficoltà alcuni mesi fa e appena ho scoperto cosa dice davvero la legge italiana sul punto ho deciso di non fare più il giveaway che avevo in mente da settimane.
    Io me lo sono posta il problema, mi sono studiata tutta la normativa, ho scritto un articolo ben chiaro e dettagliato dove ho spiegato punto per punto per quali motivi non si possono fare e ho, da ultimo, deciso di rinunciare, sapendo che questo non mi avrebbe portato la visibilità che immaginavo ma contenta di essere in pace con me stessa e coerente, perchè se d'altra parte c'è una legge, questa legge per quanto "assurda" o "illogica" va pur rispettata.
    Perchè non si fa altrettanto, ma anzi molte aziende inviano prodotti alle bloggers proprio a scopo di giveaway?
    Questa politica alla lunga non aiuterà nessuno e spero proprio che si inizi sempre di più a ragionare seguendo le linee guida del tuo articolo.
    Grazie.

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    1. Ciao Trucchideltrucco e grazie.
      Farsi trascinare in qualcosa di non legale sarebbe stato un grosso rischio ed errore. Brava. :-)
      Chi fa il suo e lo fa bene, con costanza e con passione, prima o poi trova la sua strada, magari non subito ma con risultati più duraturi e, quello che conta di più, nel modo giusto. In bocca al lupo per il tuo blog e grazie ancora, è prezioso leggere i vostri feedback.

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    2. Mi permetto timidamente di inserirmi sulla questione Giveaway. Ho studiato la normativa e, non contenta, ho chiesto parere a piú di un legale. I Giveaway sono un fenomeno relativamente nuovo e non esiste una normativa che li regoli. Si fa quindi riferimento alla piú simile che ci sia, che è sui concorsi a premi. Ma si far riferimento ad aziende e/o attivitá (anche benefiche) che ne potrebbero ricavare un guadagno (compri il prodotto e partecipi al concorso e/o similari). Quando è un privato che compera con i suoi soldi un premio, che viene offerto senza nessun obbligo di acquisto in cambio, la normativa giá di per sè non è applicabile. Possono essere un modo discutibile per aumentare la visibilitá, e ognuna sceglie modalitá diverse (io ne faccio: chiusi a chi giá mi seguiva, aperti e con votazioni delle lettrici, totalmente random), ma non sono illegali. L'unica volta in cui ho davvero sentito parlare di una segnalazione è stato quando il blog che attuava il Giveaway era collegato ad un negozio fisico. E grandi brand come Glossybox - che suppongo abbiano legali dedicati a questo- continuano a proporre iniziative del genere in cui il premio viene dato in cambio del proprio indirizzo mail, senza alcun altro acquisto. Chiedo scusa per il pistolotto :)

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    3. Ciao Hermosa.
      Purtroppo mi piacerebbe che fosse così come dici tu, cioè che se a farlo è un privato che compra i prodotti con soldi propri senza vincolare nessuno all'acquisto allora tutto ok.
      Non è così.
      Come hai detto tu, in Italia non esiste una normativa di riferimento, quindi si pesca da quella più simile che c'è e che è quella sui concorsi a premio.
      Il fatto di sottoporre l'estrazione del premio a meccanismi automatici che ricollegano la vincita al solo caso fortuito già di per se fa rientrare il contest in un concorso a premi.
      Inoltre, anche quando si tratta di privati con prodotti regolarmente comprati, ci sarebbe l'obbligo di versare una cauzione presso il Ministero competente e a garanzia del fatto che il/la blogger spedirà davvero il premio e ci vorrebbe un notaio che certifichi che il tutto viene fatto regolarmente, estrazione compresa.
      Al di fuori di questi parametri, la legge viene violata.
      Credimi, ho cercato ogni escamotage possibile per poterlo fare davvero anche perchè lo avevo già annunciato e disdirlo all'ultimo certo non mi ha agevolato, ma non ci sono scappatoie, a meno che non cambi la legge.
      Purtroppo per non rientrare nella dicitura "concorso a premi" servono dei requisiti ridicoli, che nessuno ha, neppure regalando premi di modico valore.

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  5. capito qui su segnalazione di Lidal... articolo interessante, anche per il metodo di lavoro.
    Devo dire che però dubito che sia molto gettonato da quel che vedo in giro, perché anche senza dovermi rifare ad esperienze altrui a me è capitato diverse volte di vedermi proporre roba in maniera impersonale, da gente che sicuramente non ha mai letto neanche il disclaimer del mio blog, che è il manifesto di come agisco (per esempio... io non pubblico comunicati stampa, mai. e lì c'è scritto. Ogni tanto giro qualcosina sulla mia pagina facebook per commenti estemporanei, ma preferisco comunque segnalare links coi prodotti reali perché, da consumatrice, li trovo più utili. A che pro chiedermi di pubblicarli, inserirmi in mailing lists senza chiedermi se mi interessi e similia? E' qualcosa che mi indispone parecchio, perché mi sento considerata per fare numero).
    Mi è anche capitato di parlare con pr, chiedere informazioni e vedermele negare (cosa che mi ha fatto propendere per il rifiutare la collaborazione), per non parlar poi di quelle aziende che promuovono la recensione in tre giorni... a prescindere dal fatto che non stimerò neanche chi dice loro sì senza provare a ragionare sul come in tre giorni al massimo si possano dare prime impressioni, il risultato è sempre quello di un circolo vizioso.

    Ogni tanto penso che se solo la Fornero leggesse il mondo dei beauty blogs sarebbe fiera di come vanno le cose, molta gente ha sposato in toto il suo "non siate choosy"... e parlo dei colleghi di entrambe.

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    1. Ciao Misato-san!
      Sulla questione del comunicato stampa,visto che la riporti in argomento (e lo aveva fatto anche qualcun altro in precedenti commenti), vorrei solo precisare che lo scopo per il quale li invio, è quello di far sapere che c'è qualcosa di nuovo o di particolare da segnalare da parte del mio brand. Non tutti i blog con i quali collaboriamo li pubblicano sul blog, se il blog ha un taglio diverso. Molti però fanno quello che fai tu, segnalano le novità attraverso altri social quali facebook, ad esempio. Cosa per la quale sono sempre molto grata, non dando mai nulla per dovuto o per scontato.
      Sul "provato per voi", poi, ognuno ha un suo sistema, certo più una recensione è rigorosa, più ha valore, anche per chi come me sta dall'altro lato dello specchio.
      Sull'essere choosy, non credo sia del tutto negativo, anzi, in certi casi è auspicabile :-)
      Grazie per il tuo bel commento.

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    2. Chiarisco anche la mia sui cs: io li apprezzo e mi è capitato di richiederli/iscrivermi a mailing lists (come cliente)... a patto però che l'azienda in sé mi interessi/mi ispiri/sia in linea con le mie esigenze. Una in particolare la sto inseguendo da un po' perché la amo molto (e dal mio blog è palese XD) e mi farebbe comodo averli anziché doverli leggere altrove. E fin là niente da dire.

      Il problema è quando NON li ho richiesti, e la cosa diventa palese quando mi arrivano da brand che magari neanche conosco (l'ultimo caso è stato clamoroso... ho acquistato da un marchio mesi fa, ora mi arrivano anche i cs delle ditte sorelle. Questo vuol dire che è stato o condiviso o copiato il database. Ecco, mi sono indispettita al punto che ho deciso che la ditta sorella non la considererò di pezza XD A me la Fornero m'odierebbe, choosy al cubo U_U E per me è doveroso esserlo, non essendo di politica "va bene tutto"... chi pensa che per portare avanti un blog sia indispensabile spendere tutte le settimane fior di soldi ha idee bizzarre sulla faccenda) o che conosco e aborro. perché mi fa pensare che chi ha creato la ml, ancora una volta, punti al numero.
      Esattamente come puntano al numero le blogger che amano il sub4sub (altra roba che aborro, mi son beccata dell'acida per uno status in materia e lo porto fiera come una bandiera XDDDDD), che mi fanno tristezza perché i numeri non supportati da fatti a cosa servono?
      Polvere negli occhi.
      Io punto a far presente a chi mi legge che per me non è un mero numero, e spero tanto di riuscirci almeno un pochino.
      E per fare numero seriamente penso che la strada della qualità sia una conditio sine qua non.

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  6. Come ti (mi permetto di darti del tu) dicevo via Twitter, il tuo post è estremamente esaustivo e chiaro! Una mini-guida completa che andrebbe distribuita tra blogger e PR delle varie aziende anche se, a dirla tutta, sarebbe auspicabile che certi spunti, certi modi di approcciarsi a questo mondo fossero 'innati'. Sono convinta che tra il mondo reale e quello virtuale vi sia una diversità di 'modalità/mezzi' nei rapporti ma, al contempo, credo che le regole -morali- ed il giusto modo per rapportarsi agli altri nei vari ambiti relazionali siano i medesimi (e qui si ritorna all'onestà intellettuale di cui parlavi). Altra necessità è quella del vivo interesse nello svolgere il lavoro di PR o l'hobby di blogger. Un'interesse che dovrebbe nascere anzitutto per gli argomenti trattati. Anche l'amore per la scrittura rappresenta un grosso incentivo (come lo è per me e molti altri) e, nel caso specifico, quella virtuale è una via davvero più agevole alla diffusione dei propri contenuti che, altrimenti, sarebbero privati di diffusione. La finalità dello scrivere è la comunicazione: garbata, viva e rispettosa dei punti da te tracciati, i quali, quindi, sono alla base dei rapporti tra PR e Blogger, tra blogger e pubblico che legge e, indirettamente, tra PR e pubblico di lettori. Mi trovi pienamente in accordo!

    A presto.

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    1. Grazie Giudy per il tuo commento. Davvero.
      Amore per lo scrivere (ed il comunicare) e passione per quello che si fa, si. :-)

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    2. Quoto Giudy e non avrei saputo dirlo meglio. Spesso nascondersi dietro un monitor tende a far dimenticare le regole più basilari dell'educazione questo per entrambe le parti.

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  7. Non mi metterò a scrivere un papiro in risposta a questo post che non mi sembra il caso, è stato espresso tutto talmente chiaramente che non serve altro da aggiungere.
    Dico solo che son contenta che ci siano aziende e persone che hanno questo pensiero e le idee chiare sulle vere blogger.
    YEAH!

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    1. Ma grazie, per i complimenti e per esserti presa la briga di commentare :-)

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  8. CIao, sono arrivata qui attraverso segnalazioni via fb (il magico mondo dei social per restare in tema:D)
    Parlo da neofita del mondo blogger, ma con un occhio sempre attento per l'altra parte della barricata (colpa della mia laurea e del mio troppo interesse per il consumo).
    Il tuo post dovrebbe essere preso d'esempio da tutte le aziende che intendo fare comunicazione e promozione sul web (quindi tutte le aziende) attraverso i blog. DA un lato mi rendo conto che nascono blog sull'argomento a piè sospinto, è una specie di giungla in cui riuscire a trovare quello perfetto per le esigenze dell'azienda non è un compito così facile . A volte, però, quello che non riesco proprio a capire è l'obiettivo dell'azienda: puntare alla comunicazione pressante (a volte anche un pò invasiva) mi sembra sia lo scopo maggiormente perseguito; se da un lato vedere il proprio cs pubblicato in breve tempo (ore, al massimo qualche giorno) su moltissimi blog permette una visibilità altissima a costo bassissimo; dall'altro si rischia di ottenere un effetto rebound; nel mio caso non basta vedere lo stesso cs pubblicato da chiunque per farmi interessare al prodotto, anzi inizio ad avere una sorte di "repellenza emotiva", finisce per diventare subito un qualcosa di "già visto", perdendo l'alone di novità che secondo me gioca moltissimo a favore dei prodotti lanciati sul mercato.
    In generale, se un'azienda vuole far conoscere i propri prodotti, ma soprattutto spingere i consumatori all'acquisto e trovare fedeltà nei confronti del brand serve molto di più che un invio generalizzato di cs e prodotti. Deve, appunto, instaurarsi una relazione "professionale" tra le due parti, farsi conoscere veramente attraverso la sguardo di una "consumatrice con qualcosa in più". Mi sembra che a volte sia il caso di conoscere anche la blogger - e non solo il contrario - e prendere in considerazione solo quelle che trattano il blog come una passione molto impegnativa, ma una propria passione (e non solo come la possibilità di racimolare prodotti, come spesso mi sembra di notare).
    Poi, beh, ci sarebbe il discorso di inviare prodotti a persone che li usano veramente (che siano poi selezionati con attenzione,), ma su questo ci sono state ragazze che hanno espresso pienamente il mio punto di vista.
    Concludendo, io ritengo che le collaborazioni siano qualcosa di estremamente interessante e utile nel panorama attuale, tanto per le aziende (che hanno la possibilità di avere un rapporto più diretto e personale con il proprio segmento), quanto per le consumatrici (che hanno la possibilità di conoscere realmente un prodotto, attraverso punti di vista diversi e con una velocità maggiore rispetto alle tempistiche di una volta); ma che ha bisogno di una ridefinizione che solo il tempo potrà dargli:)

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    1. Equilibrio, correttezza e buonsenso... funzionano sempre nella vita, vero?
      Grazie per il tuo commento lungo ed articolato, davvero interessante.
      La parte finale del tuo post la trovo centratissima: l'interazione azienda/blogger/consumatore, quando impostata sui giusti binari, è preziosa. Concordo.
      :-)

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  9. Ci sono davvero molti spunti di riflessioni per entrambe le parti in questo articolo e ne farò tesoro.
    Ne avrei di vicende che ho trovato estremamente poco professionali d raccontare ma sono contenta di poter dire di acver instaurato dei bei rapporti umani con alcune persone che stanno, per così dire, dall'altra parte della barricata =)
    E' chiaro che le casistiche sono davvero elevate ed ogni blog è diverso perchè è uno spazio autonomo gestito da una persona che lo fa con passione e che dedica del tempo prezioso, spesso ritagliato tra mille altre attività.
    La sottoscritta in primis, è una professionista con due lavori all'attivo e uno in cantiere quindi porto avanti il mio spazio nel poco tempo libero che ho e che spero di gestire al meglio.
    Detto ciò la scelta di non pubblicare CS non è una questione di principio ma è solo che ho scelto di impostare il mio blog come uno spazio di recensioni e ho raramente parlato di quelle che mi sono sembrate novità interessanti.
    Anche la sola azione di copiare ed incollare un CS è in definitiva una perdita di tempo e se devo spendere del tempo a elucubrare sulla validità o sulla novità allora preferisco parlare di uno dei prodotti che ho in lista da recensire. Poi magari il prodotto proposto nel CS mi interessa, me lo compro e lo recensisco anche, ma il m.o. è essenzialmente questo: provo - recensisco e parlo dell'azienda.
    E difficile anche se sempre più comune instaurare un bel rapporto con chi sta al di là dello schermo, per entrambe le parti.
    A questo proposito mi piacerebbe portare alla luce un aspetto che non ho visto menzionare a nessuno qui sopra. Spesso veniamo trattate come delle giornaliste o comunque figure che sono pagate per scrivere articoli e proporre novità e io spesso mi sento personalmente presa in giro per questo. Nessuno mi paga ed in sostanza mi stanno chiedendo di fare una pubblicità gratuita e questa cosa io non la trovo etica.
    La pubblicità, da che mondo e mondo si paga (e anche cara).
    Mi piacerebbe anche avere un tuo punto di vista su questa questione.

    Noi blogger vogliamo essere un mezzo genuino portatore di esperienze personali (almeno io lo voglio essere) e non mi interessa fare pubblicità gratuita alle novità che chiunque può ricevere vi email solo iscrivendosi ad una newsletter o comprando una rivista a caso.
    Laddove ne ho fatta, creando comunque dei contenuti per quanto possibili originali l'ho specificato.


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    1. ho sorvolato sulla questione del sub4sub che non considero nemmeno degna di nota...

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    2. La questione CS è davvero fraintendibile :) Anche io pubblico poco, o meglio, pubblico quei CS verso cui ho interesse o che trattano prodotti che mi interesserebbe acquistare e provare. Su questo sono pienamente d'accordo!:)

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    3. Grazie Manuki per il tuo commento articolato.
      La questione del CS.
      Il CS non è altro che un mezzo attraverso il quale l'ufficio stampa comunica una notizia, ritenuta interessante o importante, all'esterno. Chi riceve il comunicato stampa decide se la notizia è rilevante, interessante e degna di essere condivisa. E' chiaro interesse dell'azienda e dell'ufficio stampa che quella notizia si diffonda attraverso tutti i canali possibili.
      Ma una volta lanciata dall'ufficio stampa, la notizia diventa palla in mano di chi la riceve, che ha ogni diritto di decidere, in libertà, se rilanciare la palla o tenerla ferma.
      Il comunicato stampa serve a fare informazione, non mera pubblicità. Ovviamente più se ne parla più l'azienda ne beneficia... ma non solo l'azienda: avere contenuti interessanti o dare notizie curiose, simpatiche, utili etc., ai propri lettori è interesse di una giornalista tanto quanto può esserlo di una blogger.
      Naturalmente se la blogger ha dato (ad esempio) un taglio di solo "provato per voi" al proprio blog e la cosa funziona, la soddisfa e soddisfa i suoi lettori e non le fa desiderare di pubblicare altro (cs inclusi) sul blog, la cosa è rispettabile e non mi causa alcuno shock.
      Non vedo però l'invio dei comunicati stampa come una newsletter promozionale, sono cose diverse e distinte e si rivolgono a target diversi con modalità diverse. Aggiungo anche che, onestamente per quanto mi riguarda, non mi sento di sfruttare nessuno quando invio dei comunicati stampa o dei prodotti da provare, posto che il rapporto è basato sul reciproco beneficio e totale rispetto.

      Ci tengo anche a fare una precisazione: la giornalista non viene pagata per fare pubblicità ma per dare notizie.

      Grazie ancora!

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    4. Precisazioni anche da parte mia:
      Riguardo al tema giornaliste pubblicità mi sembra di aver usato proprio queste parole "sono pagate per scrivere articoli e proporre novità".

      Non parlavo di soli comunicati stampa quando ho scritto che in alcuni casi veniamo trattate impropriamente come giornaliste ma di casi limite di richieste di pubblicazione pressanti o cose simili.

      Per quanto riguarda invece proprio i CS troppo spesso capita che non ci sia poi così grande distinzione di contenuti rispetto a una Newsletter.
      Sempre parlando in generale ovviamente e non in particolare dei tuoi CS.

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  10. Da dove inizio, dunque. verrà un discorso un po' sconclusionato, temo.
    (mi tocca spezzarlo a metà, pure!!)

    Innanzitutto se tutte le aziende seguissero anche solo un paio di questi punti la situazione sarebbe più serena, così come se tutte le blogger avessero una minima infarinatura, o capissero intuitivamente come funzionano certi meccanismi della comunicazione, ci sarebbero meno casini.
    Vedo scarsa professionalità da entrambe le parti, e la cosa mi lascia perplessa nell'uno e nell'altro caso. Non è che essere una semplice appassionata giustifichi un atteggiamento acritico e privo di qualsiasi orientamento "etico".
    Sono stata dall'altra parte della barricata, ovvero ho scritto e preparato comunicati e cartelle stampa. Mi ha sempre indispettito vedere come questi venissero presi e copincollati alla bell'e meglio nei giornali, perché una volta fatta la rassegna stampa era evidente come tutti dicessero le stesse cose e, fondamentalmente, non riuscissero a convogliare chissà che notizia. Soprattutto, la mancanza totale di approfondimento e, in molti casi, di rielaborazione, mi ha sempre fatto pensare che al lettore rimanesse impresso poco niente.
    Con i beauty blog mi sembra che questo sia anche peggio: spesso un CS viene riportato su numerosi blog, col risultato che l'effetto novità si stempera moltissimo, diventando ridondante e ripetitivo: il risultato è che il messaggio non passa e molte persone non lo colgono.
    Personalmente preferisco pubblicare solo CS che riportano news di mio interesse e compatibili con l'impostazione del mio blog sulla pagina facebook, sia perché non trovo possano avere una collocazione e un senso col mio blog e col mio modo di fare blogging (ovvero recensioni e chiacchiericcio vario sui vari temi della cosmetica, in maniera molto irregolare perché di organizzarmi il tempo libero come fosse un lavoro non mi va), sia perché trovo funzionino molto meglio sul social. L'immediatezza e la possibilità di risposte, sharing, eccetera, danno a mio parere il tipo di visibilità di cui una novità ha bisogno e anche un riscontro più vivace. E poi, non sono una giornalista (e non aspiro ad esserlo). Sono una blogger. Differenza che molte aziende paiono non cogliere, ma che è sostanziale per quanto riguarda target e impostazione.
    E' verissimo che non tutte hanno una visione così precisa e netta delle cose e che molte persone pensano che se esistono determinate prassi è d'obbligo seguirle: lo vedo soprattutto nelle blogger più "giovani".
    Blogger più "giovani" (ma non solo loro) che sembrano, in diversi casi, aver deciso di aprire un proprio spazio senza sapere bene cosa fanno, ma allettate dalle collaborazioni che altre hanno con aziende e che quindi pubblicano qualsiasi CS e recensiscono qualsiasi cosa venga loro inviata gratuitamente quale fosse questa la vera mission di una beauty blogger. Ci sarebbe un manuale da scrivere...

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    1. (segue)


      Il problema è che, come dicevo, molte aziende si approfittano di questa situazione e cercano, com'è scontato, di trarne il maggior vantaggio col minimo sforzo. E spesso senza avere granché considerazione di chi tiene un blog, considerato spesso come "ragazzina" (il modo in cui impostano le mail fa chiaramente capire che il tutto è svolto in maniera sbrigativa, per non parlare delle risposte date a chi fa domande "non gradite"). E soprattutto, incentivano dinamiche ridicole come il sub4sub e lo spam con la richiesta del requisito delle visualizzazioni.
      io per esempio non ho molti iscritti, vuoi perché wordpress è poco friendly rispetto al defunto GFC, vuoi perché molte persone seguono via bloglovin, vuoi perché tante persone si limitano a mettere il like alla pagina FB. ma, considerando che posto in maniera irregolare e che a febbraio mi sono trasferita su dominio, visualizzazioni e engaging sono comunque -per quel che mi interessa- soddisfacenti. mi dico anche che se mai nessuno punta su realtà minori, più di nicchia ma con un seguito reale, mai queste avranno opportunità di crescita.
      Sia chiaro: trovo utilissimi i blog e altrettanto utili le presentazioni e le recensioni, e penso che l'invio di prodotti in prova a persone comuni sia una prassi intelligente. Il bello di internet è la circolazione delle idee e lo scambio, non approfittarne sarebbe una scemenza. Credo solo che ci sia necessità di un equilibrio in modo che i vantaggi siano maggiori di quelli che sono, attualmente, ciò che appare più evidente ovvero gli svantaggi. Un equilibrio basato su una vera collaborazione fra le parti. Ne abbiamo solo che da guadagnare, o no? ;)

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    2. Ciao Lidalgirl e grazie per avermi pungolato con l'idea di questo post. Ne stanno venendo fuori commenti e discussione molto interessanti e sono grata ad ognuna di voi per essersi presa la briga di leggere e commentare.

      Io credo che ci siano molte "wannabe" blogger che iniziano a bloggare con le motivazioni sbagliate. Così come credo che alcune aziende, meglio ancora alcuni uffici stampa e comunicazione, non abbiano capito come sia cambiato il modo di fare comunicazione nell'era del web 2.0 e si muovano a tentoni. Il bello di internet, come dici anche tu, è la libertà. Il bello dell'era della comunicazione che stiamo vivendo è la possibilità di creare conversazioni, rete ed interazione attorno ai temi. Una ricchezza che prima era sconosciuta ed impossibile. Non tutti riescono a capire che attraverso i blog ed i social è possibile creare relazioni vere ed in tempo reale con tutti i player: azienda, blogger, uffici stampa, influencers, consumatori finali, giornalisti etc. Una visione basata sul fare rete, sulla condivisione, sullo scambio, riconoscendo ruolo, importanza e motivazioni di ciascun giocatore valorizzando piuttosto che usando l'altro. Sempre ed assolutamente nel rispetto della piena libertà dell'altro.

      Utopia? No, non credo.

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  11. Interessante lettura.
    Mi piace l'idea che temi come onestà, passione e professionalità siano ancora di attuale utilizzo.
    Purtroppo, sono convinta che valga però, più di ogni cosa, la legge dei grandi numeri.
    Guardiamo il lato positivo: forse non per tutti è così, ma in fondo questo vale per i blog/pr come nella vita!

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  12. Ciao Federica e grazie per il tuo commento. I numeri sono certamente importanti, l'ho detto e lo ribadisco. Così come ribadisco che non sono tutto. Non sempre a grandi numeri corrisponde qualità e la qualità è ancora un grande valore.

    E dove c'è qualità, c'è professionalità, passione ed etica.
    Grazie ancora e buona serata!

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  13. Interessante questo post, scovato per caso su facebook tramite condivisione di una mia amica anche lei blogger.
    Doveroso concordare su tutti i punti elencati, così come è doveroso far notare un paio di dettagli che purtroppo sono evidenti come un gatto albino che cammina sulla terra nuda.
    La maggior parte delle volte i famosi "numeri" dei blog (follower, commenti, visualizzazioni) sono falsati mediante trucchetti subdoli o gioco di scambi non perchè la blogger non sia brava, originale, professionale e interessante. Il più delle volte si entra in questo circolo vizioso perchè sono le aziende ad imporre dei numeri standard.
    Aziende che mi interessavano molto sia per l'etica che per la qualità dei prodotti, che senza neanche aver aperto il link del mio blog o chiedermi il perchè del contatto, hanno mandato uno schedario da compilare nel quale si chiedevano dati e numeri specifici. Numeri che stabiliscono se si è idonei o meno a rappresentare il brand. Aziende alle quali ho mandato tanti saluti e tanti auguri, ricordando che avevano perso una loro cliente affezionata. Io non sono un numero, sono una persona che ha una sua dignità.
    Altre aziende (e pr) ancora che mi hanno denigrata perchè il mio blog non è monotematico (parlo di cucina, moda, makeup, shopping e dei prodotti che acquisto) quindi indegno di presentare un brand piottosto che un'altro. Perchè è troppo difficile pensare che la mamma che prepara la torta di compleanno ai propri figli possa essere interessata ad usare anche uno smalto per unghie giallo, oppure dei cosmetici per il viso. No, se cucini devi avere l'aspetto femminile di una capra barbuta, così come se sei amante dei cosmetici e dei lustrini non mangi e non bevi. E vedi i prodotti eccelsi in un blog che è un pot-pourry di copia e incolla, e dove le frasi scritte dalla blogger in questione sono assolutamente sgrammaticate e disarticolate. Un proverbio recita "Chi si somiglia si piglia"...
    Purtroppo il mondo del marketing è fatto di numeri, ed i numeri non contemplano un minimo di elasticità mentale.

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    1. Poi alla lista si deve aggiungere anche quell'azienda che ti tratta coi guanti bianchi durante tutto lo scambio di mail che precede la collaborazione, chiedendo conferma della ricezione del prodotto. E da quel momento chiede ogni giorno l'anteprima della recensione senza quasi lasciare il tempo di provare il prodotto (cosmetico o alimentare che sia), e che pretende di far cambiare un commento o un parere non totalmente positivo sul prodotto stesso. Tolto il fatto che se contatto un'azienda lo faccio perchè mi piace, la stimo o mi incuriosisce, avrò anche il diritto di far sapere liberamente che un dato prodotto non mi è piaciuto motivando questa critica.
      Poi arrivano i famosi comunicati stampa.
      Personalmente pubblico solo quelli che presentano prodotti di mio gradimento o di potenziale interesse per i miei lettori, tralasciando gli altri. Infatti ne ho pubblicati davvero pochissimi. Ed evito di copiare ma cerco di comprendere e fare mio il messaggio del cs.
      Anche in questo caso i pr delle aziende spesso hanno da ridire perchè ti fanno sentire in obbligo, devi pubblicare tutto perchè ti hanno promesso un prodotto in omaggio. E molte volte hanno avuto da ridire perchè mi sono presa la libertà di usare parole mie. Oppure mi trattano come se fossi una ragazzina inesperta che occupa il tempo giocando a fare la blogger, senza tenere conto che sono abbastanza adulta e lavoro. E che per me il blog è una passione e non certo la borsa di Mary Poppins dalla quale esce ogni ben di Dio.
      Il problema è la mancanza di professionalità sia da parte di molte blogger sia da parte di molte aziende. Bisognerebbe seguire ogni singolo blog per differente tempo in modo tale da capire se quella persona scrive perchè ha il piacere di scivere o se lo fa solo per ricevere dei prodotti gratuitamente. E le aziende dovrebbero ragionare sulla potenzialità di una recensione personale e scritta dopo aver usato e capito il prodotto, non solo sulla tanta pubblicità a basso costo.

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    2. Non potevi usare parole migliori di quelle che hai scritto per spiegare una realtà che per me ė nata per gioco ed è diventato una passione, un lavoro gratificante e un piacere giornaliero.

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    3. Ciao Simona, grazie davvero per il tuo commento articolato e pieno di passione per quello che fai.
      Come dicevo nel mio post i numeri contano ma non sono (e non saranno mai, per me) la sola motivazione. Alla fin fine lo dici tu stessa, cosa conta davvero, la professionalità.
      Quando dici "Il problema è la mancanza di professionalità sia da parte di molte blogger sia da parte di molte aziende.", hai detto tutto.
      Grazie ancora e buon weekend!

      Sonia, Rita, grazie mille anche a voi :-)

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    4. Be'dopo aver letto con interesse gli innumerevoli spunti di questa
      discussione mi sento chiamata a interagire, eh sì.. perché sono una di
      quelle figure che stanno dall'altra parte della barricata, ovvero
      all'interno dell'azienda ad occuparsi - aihmé tra le tante cose - anche di Digital PR. Concordo pienamente con quanto espresso da tante blogger quando si parla di selezione in base alla qualità e non solo quantità, capacità di capire la professionalità, costruire un rapporto one to one e così via.
      Però c'è un però. Non starò a dire che i numeri di analitycs contano
      (personalmente li considero un fattore, non l'unico criterio di scelta). Il problema è che al marketing manager o al padrone della baracca, poi devi presentare soprattutto i numeri. Quelli sì, piacciono molto. E hai voglia a fare una premessa sulla qualità e sui distinguo. E' un fatto di cultura che deve evolvere - mi rendo conto - ma spesso è un fattore da cui è difficile prescindere

      Care Blogger, siete tante, giovani o mature, monotematiche e non, brave e meno brave, con esperienza o meno...ma noi aziende siamo prese
      d'assalto e cerchiamo di rispondere a tutte. Ora, capirete che se
      riceviamo 40 input al giorno, significa guardarsi altrettanti blog per
      poter valutare la blogger in questione. E sì che l'esperienza insegna ad avere un certo occhio per comprendere immediatamente tutte le
      caratteristiche di cui sopra (passione, professionalità, cura,
      ecc)...però hai voglia ad andare nello studio di precisione. Non se ne
      uscirebbe. Lo si fa, ma per un numero di blogger che (x vari fattori)
      risultano interessanti per il tuo brand o hanno colpito la tua attenzione.
      Per chiudere, credo però che l'equilibrio stia cambiando. Il settore è
      inquinato (parlo di markette, blogger per finta, ecc) e le aziende se ne sono accorte e si stanno accorgendo di conseguenza che la quantità da sola non paga. Questo può solo venire a vantaggio di chi offre contenuti di qualità, correttezza e competenza. Vedremo...

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    5. Grazie davvero per il tuo commento ed i tuoi spunti. Il confronto fa sempre bene, benissimo :-)

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  14. basterebbe solo leggere qualche riga di un post preso a caso di un blog per capire con che blogger si ha a che fare, le sue capacità, la sua passione, la sua professionalità, la sua precisione...ultimamente vedo orde di blogger che usano il blog come una semplice moneta di scambio, scrivono(spesso copiano e male),errori di grammatica a valanga, carattere di color illeggibile perchè utilizzato uno sfondo incompatibile,tutto questo in cambio di prodotti, anche se sono microcampioni che non servono a niente perchè troppo esigui per dare una valutazione obiettiva..disposte a tutto pur di accapparsi roba gratis...senza rendersi conto del danno d'immagine creato all'azienda, al proprio blog e al danno creato verso le altre blogger, che trovano poi la porta sbarrata verso quell'azienda...le aziende dovrebbero scegliere con maggior criterio i blog con cui collaborare, solo alcune lavorano bene in questa direzione, altre hanno lasciato decisamente a desiderare...

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    1. Anche in questo caso, la parola magica è: professionalità.
      Grazie Rocco, per il tuo punta di vista, gli spunti e il tuo commento :-)

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  15. Buonasera, anzi buonanotte, o meglio ancora, buona alba!
    Io penso che il valore aggiunto del 'lavoro di blogger' sia quello di trasmettere emozioni, sensazioni, di offrire un'interpretazione personale, concreta, vera del brand e dei prodotti. Questo è quello che da consumatrice cerco nel web per ispirare i miei acquisti, questo quello che 'offro' sul mio blog.
    Personalmente odio i post palesemente cut&paste dai siti delle aziende. SE voglio leggermi quel genere diinfo, vado direttamente sul sito istituzionale dei brand!!!
    così come odio i comunicati stampa postati solo perchè 'si deve' o per accattivarsi le simpatie di pr e brand! I comunicati stampa io li analizzo, li 'digerisco' ed elaboro e, per finire, li ri-elaboro a modo mio.
    Sostanzialmente non credo che un blog debba essere una esposizione di capolavori finiti, ma un laboratorio creativo in cui profondere del proprio.
    Tutto questo è più facile con quei brand con cui si instaura un rapporto e la relazione di collaborazione non si risolve in un 'one shot', un mordi e fuggi che si esaurisce nella pubblicazione di uno o due post. Sta qui l'evoluzione, il vero salto di qualità che rende una 'collaborazione' veramente e reciprocamente tale e permette l'upgrade al livello di fiducia reciproca. In sostanza: sceglimi perchè hai visitato davvero il mio blog, perchè ti piace (segue)

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  16. ... (segue) come scrivo, perchè hai visto che i prodotti li testo davvero e metto valutazioni personali! Valuta la qualià che ti offro, non la quantità, limitandoti a chiedermi uno screen-shot da google analytics degli accessi.
    Concludo con un sorriso rileggendo la prima parte del mio intervento:
    'il valore aggiunto del 'lavoro di blogger'' ... mi fa strano definirmi una 'blogger' ... devo ancora metabolizzare cosa sia o debba fare una blogger! Di sicuro ho un blog in cui cerco di trasmettere del mio, di incanalare emozioni e sensazioni!

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    1. "un laboratorio creativo in cui profondere del proprio", mi piace un sacco Micolcirid. Davvero un sacco.
      Sarà che non scrivo c.s. standard, sarà che scrivo e penso a modo mio, sarà che a volte me ne frego totalmente di come "si dovrebbe" fare una cosa, a favore di "credo che questa sia il modo migliore per fare una cosa", ma quella tua frase mi ha colpita.
      Professionalità, conoscenze, intuito e creatività, tutto fa parte del mix.
      Grazie mille per il commento e per il buonanotte, giorno o alba, che dir si voglia.
      A presto, spero :-)

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  17. E' inutile aggiungere parole o disco rsi su parole o discorsi, concordo pienamente con l'idea di Simona Girogi e Micolcirid

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