sabato 1 giugno 2013

La formula magica del blog perfetto. Esiste?

Qualche giorno fa ho conversato con Cristiana Tumedei su twitter, in risposta ad una sua provocazione, se così vogliamo chiamarla, lanciata ai blogger: "Cari blogger, sareste in grado di sviluppare una formula magica per il blog perfetto?"

Premessa:: non mi ritengo una blogger ma solo una a cui piace scrivere, che di lavoro si occupa di comunicazione, che scrive sul web regolarmente in canali diversi e che solo occasionalmente si ritrova a scrivere in un blog. Questo appunto, in cui mi piace condensare le cose che amo o che faccio, nella speranza di incrociare altre persone che amino le stesse cose e con le quali magari scambiare pareri, punti di vista, differenze o similitudini. 

Per il semplice fatto che si scrive su un blog non si "diventa" automaticamente blogger. A casa faccio delle torte ma non per questo sono una pasticcera e il riuscire a fare un orlo al pantalone o attaccare un bottone, non fa di me una sarta.

Detto questo, lo spunto di discussione mi ha affascinato,
sarà che l'idea di una formula magica ha sempre un certo appeal su di me, oppure il semplice fatto che il quesito risultava subito un rompicapo. Ci siamo messe a chiacchierare di pietra filosofale, di vaso di Pandora... per arrivare infine al caos, quasi contemporaneamente. 

E dal caos in cui eravamo rimaste ho iniziato a pensarci sopra.

Il blog perfetto. La formula magica. Ho smontato e rimontato i pensieri per cercare di capire se poteva esserci davvero una ricetta del blog perfetto, ci ho pensato a lungo ma  alla fine sono arrivata alla conclusione, del tutto personale, che no, non può esistere. 

Le variabili sono moltissime e sebbene io sia in grado di individuare diversi elementi comuni, nei blog di successo o che mi piace leggere, non vedo la perfezione da nessuna parte. E mi piace che sia così. 

"Ma come! - qualcuno si chiederà - se li trovi di successo, se ti piacciono, non sono anche  perfetti?" Ecco il punto cruciale, ho capito che mi piacciono proprio perché non sono perfetti! 

In tutti i blog che leggo e seguo ci sono piccole imperfezioni, piccoli difetti, cose che potrebbero essere fatte diversamente e meglio ma che poi in realtà contribuiscono a fare si che quel blog, quel blogger, mi piacciano davvero e tanto. Diventano una sorta di tratto distintivo, una impronta di stile, una finestra su personalità precise.

La vera forza di un blog per me è esattamente questa.

Sto filosofeggiando? Forse ma non ci sono solo aspetti tecnici a decidere del successo di un blog, anzi. C'è prima di tutto la persona o le persone, che scrivono in quel blog e sono indispensabili e determinanti, con tutto il loro bagaglio di imperfezioni umane. 

E' la persona a produrre i contenuti, senza i quali un blog non avrebbe motivo di esistere e nel produrre i contenuti, il blogger che mi piace, fa sempre trapelare un po' di sé stesso. Nei blog che seguo incontro, di volta in volta, l'egocentrico, l'amicone, l'umorista, il serioso, il poliedrico, l'intimista, il genialoide, il timido (si anche il timido, per quanto sembri una contraddizione!), l'antipatico, il professionista, lo scienziato, il megalomane, il pieno di sé, l'opportunista, il manipolatore e così via. Potrei continuare per ore a trovare definizioni delle diverse personalità che ho trovato in rete e che seguo  più o meno assiduamente. 

Ora, ci si potrebbe chiedere che cosa mi piaccia in un blogger che sia, ad esempio, anche manipolatore o pieno di sé e a volte me lo chiedo anche io! Scherzi a parte, non parlo di sfacciatamente o negativamente manipolatori o pieni di sé ma di persone che sanno di quello che scrivono e che, nel modo in cui lo scrivono, fanno trapelare anche questi tratti della personalità. A me intriga il doppio valore del contenuto e della personalità/stile. Mi affascina leggere fra le righe della persona che scrive. Mi piace chi si mette in gioco personalmente. Rende tutto più vero, più forte, crea una connessione. 

Che poi ci sia, a volte, un errore sintattico, di punteggiatura o ortografico, diventa meno rilevante (io ne faccio, mi scappano e per scelta, ad esempio, mi piace aprire le frasi con "e" che in realtà è una congiunzione). Poco conta che  il post sia troppo breve o prolisso se quello che leggo è interessante; come non mi fa gridare allo scandalo che la frequenza di pubblicazione non sia precisa come un orologio svizzero. E se la grafica non è artistica o brillante o intuitiva, pazienza, ci passo sopra.  
Io cerco quel doppio valore.

Quindi, per me, la formula alchemica del blog che mi piace (e non quello perfetto) è:
  • Il blogger 
  • Il contenuto
Il doppio valore. Con tutti i difetti annessi e connessi. Il resto è accessorio, completamento. 

Grazie a Cristiana per avermi dato lo spunto per queste riflessioni e mi chiedo, voi cosa ne pensate? Avete una formula magica per il blog perfetto? Cosa vi piace di un blog/blogger? Fatemi sapere cosa ne pensate.

Se volete saperne di più su Cristiana Tumedei, QUI


8 commenti:

  1. giusto Katia, anch'io penso che ogni blog ha qualcosa di diverso, di particolare rispetto ad un altro blog e questo lo rende particolare e speciale. Ognuno lo crea in modo diverso attraverso il suo scrivere, il suo raccontare, le sue foto che, per me, sono "arte". Di alto livello o mediocri ma per me quella è, anche, arte !
    p.s. benvenuta nel mondo blogger......

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    1. Ciao Ivana, grazie mille per il tuo commento.
      Non sono completamente d'accordo con te. Il mio parlare di imperfezioni e piccoli difetti sta tutto li, definito proprio dal "piccoli".
      Non sarà politicamente corretto ma io, personalmente, penso che ci siano una sacco di blog privi di reale contenuto, improvvisati, brutti oltre l'accettabile, scritti male, senza passione e senza scopo. Non dirlo rischia di sminuire i numerosi ottimi ed eccellenti blog che ci sono in rete. E tutto questo non fa bene alla categoria.
      Anni fa, ero ad una mostra d'arte moderna a Milano, mi sono imbattuta in un'opera d'arte che consisteva in fil di ferro piegato per creare tante figure ellittiche che si intersecavano. Molti, guardandola, ridevano. Altri si scandalizzavano, altri ancora scuotevano la testa. Io ne sono rimasta favorevolmente impressionata. Il titolo dell'opera? Cacca con mosche. Si, proprio così.
      L'artista aveva reso perfettamente l'immagine. Arrivare a rompere gli schemi per raccontare/rappresentare qualcosa, con una soluzione così minimale (il fil di ferro intrecciato), non è frutto di improvvisazione. Dietro a quella creazione c'è stato un grande lavoro di pensiero, ideazione, visione ed infine concretizzazione in un oggetto che era movimento allo stato puro nella sua staticità, incredibilmente evocativo nella sua severissima essenzialità. No. Non si improvvisa una cosa così. Così come non ci si improvvisa comunicatori, blogger, scrittori, maestri, panettieri, muratori etc... Spero di aver reso bene l'idea di quello che volevo dire :P
      Grazie ancora e passa una bella serata :-)

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    2. ho capito a cosa ti riferivi ed hai si ragione ! Io, in realtà, questi blog non li facevo rientrare nella categoria, non li consideravo poichè sono un bluff e durano pochissimo. In realtà il lettore poco attento, giustamente, non si accorge di tutto ciò e, quindi, fa di tutta un'erba un fascio livellando la "categoria".
      Ed a proposito di arte....Lucio Fontana o Manzoni ci insegnano che dietro ad un taglio oppure dentro un barattolo ci può essere "l'arte" e che arte !!!
      ciao

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  2. Ciao Katia,
    sono felice che tu abbia deciso di rispondere alla mia "provocazione" in questo modo. Ne è nato un post brillante e profondo.

    Penandoci bene hai individuato una formula alchemica perfetta: blogger e contenuti, due delle anime centrali di un blog.

    Proprio in questo periodo sto pensando di trasformare il mio blog, di migliorarlo. Non per renderlo perfetto, figuriamoci, ma per fare in modo che diventi davvero quello che volevo all'inizio. La mia voce sui temi che mi stanno a cuore e che rappresentano le mie passioni, il mio mestiere.

    E questo post diventerà un mantra da seguire. Grazie!

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    1. Buongiorno Cristiana, grazie, troppo buona.
      Il post me lo hai ispirato tu, per cui grazie a te!
      Passa una buona giornata e... alla "prossima provocazione"?


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  3. Ho trovato questo post su Twitter tramite Tumedei :)

    Mi trovi d'accordo su blogger e contenuti: senza di essi non esiste il blog. Anzi, diciamo pure che il blog è il contenitore dei contenuti scritti dal blogger.

    Riguardo agli errori, dipende. Purtroppo ne vedo commessi da chi si definisce copywriter e in quel caso non posso passarci sopra. Ovvio che qualcosa possa sfuggire ogni tanto, ma quando sfugge sempre c'è un problema di fondo.

    Sulla mia formula magica vi farò sapere in futuro: qualcuno è come se avesse letto nel mio calendario editoriale ;)

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    1. Ciao Daniele e grazie mille per il tuo commento :-)

      Capisco perfettamente il tuo punto di vista. Dici di essere un copywriter e poi sei il primo a farti scappare errori. Non da una bella impressione di ciò che prometti di saper fare e/o poter fare per gli altri.

      Comunque mi riferivo a piccoli errori, piccole imperfezioni, sviste. Un post ricco di contenuto che non azzecca una sola costruzione del periodo, tempi verbali, ortografia eccetera, ha perso quasi tutto il suo valore.

      Non vedo l'ora di leggere della tua formula magica, tienimi aggiornata!

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