giovedì 25 luglio 2013

La strategia di comunicazione inizia da te: per comunicare chi sei devi sapere chi sei.

Per comunicare se stessi (ma vale anche per un brand, una azienda), occorre innanzitutto sapere chi si è e presentare una immagine coerente, sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista delle parole, delle azioni e dei contenuti.

Qualcuno pensa che “immagine” sia sinonimo di frivolo, vuoto, apparenza.

Invece l'immagine, intesa come strumento di comunicazione (personale e professionale),  deve essere lo specchio di ciò che sei e che fai. E deve essere organizzata, ordinata, coerente per essere riconoscibile, compresa e ricordata.
L'immagine non è una impalcatura da indossare quando è utile. L'impalcatura ha un valore temporaneo e relativo. E’ la costruzione che ci sta sotto che conta, che dura nel tempo, che si ricorda.
Hai mai sentito qualcuno dire “che bella impalcatura”? No, vero? Le impalcature danno una sensazione ti instabilità, timore, insicurezza. Sono tantissime le persone che cambiano marciapiede piuttosto che passare sotto un’impalcatura.



L’immagine, quindi, non deve essere mera, fragile, fiction. Al contrario. L'immagine deve essere una autentica estensione di te.


Quello che sei non è sempre quello che gli altri vedono. Soprattutto quando stai lanciando segnali discordanti e confusi.
Esistono regole precise nella comunicazione in senso esteso, sono nate con l’uomo ed il suo bisogno di condividere messaggi con i propri simili. Comunicare, ma in una lingua che nessuno comprende, è una impresa inutile ed un incredibile spreco di energie e risorse.
Costruire una immagine che comunica ciò che sei, è come imparare ad esprimerti in una lingua nuova, ricca, articolata.
E’ necessario per comunicare e comunicarti, per far capire facilmente chi sei, cosa fai, perché lo fai, quando lo fai.
Curare la tua immagine è un "dovere" verso te stesso ed un'opportunità di crescita, ad ogni livello.

Per comunicare, inizia da te:
  1. Qual è la tua identità?
  2. Cosa ti rende unico?
  3. Quali sono i tuoi bisogni?
  4. Quali sono le tue aspirazioni?
  5. Qual è il tuo più grande talento?
  6. Qual è la tua più grande debolezza?
  7. Cosa ti piace?
  8. Cosa non ti piace?
  9. Cosa ti fa paura?
  10. Qual è il tuo punto fermo?

Traccia un profilo che ti descrive, rispondendo a queste domande. Ora, chiediti, è così che mi vedono gli altri? E’ questa l’immagine di me che do all'esterno?  E’ questo che passa nei miei messaggi?

Se la risposta è si, bravo, stai facendo un buon lavoro!

Adesso, però, rispondi alle stesse domande ma legate al tuo interlocutore, le persone a cui vuoi consegnare i tuoi messaggi:
  1. Qual è la loro identità?
  2. Cosa li rende unici?
  3. Quali sono i loro bisogni?
  4. Quali sono le loro aspirazioni?
  5. Qual è il loro più grande talento?
  6. Qual è la loro più grande debolezza?
  7. Cosa gli piace?
  8. Cosa non gli piace?
  9. Quali sono le loro paure?
  10. Su cosa contano?

Traccia un profilo che li descriva, rispondendo a queste domande. Ora, chiediti, li riconosco? Ho parlato con loro rispondendo ai logo bisogni, desideri, paure? La mia immagine e la mia comunicazione, hanno un valore rispetto ai miei interlocutori? Ho dato i messaggi che stavano cercando? Ed ancora, sto davvero parlando all'interlocutore giusto?

Se la risposta è si, ancora una volta bravo.

E se la risposta è no, in uno dei due casi o in entrambi? Sei comunque bravo! Si, sei bravo perché hai capito che qualcosa non funziona nella tua immagine e nella tua maniera di comunicare.

Ora puoi aggiustare il tiro e studiare, ti consiglio con l’aiuto di un professionista, un progetto di comunicazione che renda veramente giustizia a quello che sei e quello che fai. Un ultimo consiglio:
se vuoi davvero comunicare non limitarti “a dire”, prima di tutto ascolta, te stesso e gli altri.

Stai curando la tua immagine? Stai comunicando davvero chi sei? Stai parlando alle persone giuste? Qual è il tuo punto di partenza in una strategia di comunicazione? Lasciami un commento, non vedo ‘ora di confrontarmi con te!



foto tratta da tupuoisedurre.it

13 commenti:

  1. Sai che non so proprio rispondere a quelle 10 domande?

    Mi sa che ho bisogno di un professionista anche per quello...

    RispondiElimina
  2. Daniele, grazie.
    Non è facile rispondere a quelle 10 domande. Io, quando rispondo per me stessa, ci "litigo" sempre e credo ci litigherò per sempre :P
    E poi non basta nemmeno rispondere una volta sola, pensando che sia valida per sempre.
    L'aiuto di un professionista? Nel dubbio, è sempre utile. Comunque, nel leggerti qua e là, mi pare che tu faccia un buon lavoro :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, ma quel "buon lavoro" di cui parli non porta profitti ;)

      Mentre a me serve rispondere alle domande per definire una professione.

      Elimina
    2. Lol mi troverò presto nella tua situazione, a volte i salti nel vuoto fanno bene, ma sono pur sempre un salto nel vuoto e quindi spero di non schiantarmi :P

      Senza pretendere di sapere più di quello che so, faccio una mia ipotesi. Direi che a ti manca la risposta fondamentale sul tuo interlocutore: con chi stai parlando? E' davvero l'interlocutore giusto?

      E ti manca la risposta sul tuo interlocutore perché ancora non hai le risposte fondamentali su quello che sei (e che vuoi?), facendo diventare più nebuloso quello che fai. Rispondi a:
      qual è la tua identità? Cosa ti rende unico? Quali sono i tuoi bisogni? Quali sono le tue aspirazioni?

      Provaci e poi rileggiti. Confronta quello che hai scritto con il "come ti vedono gli altri" attraverso i tuoi canali di comunicazione. Poi valuta se quello che hai scritto, corrisponde a quello che hai comunicato fino ad ora e a chi lo hai comunicato.

      I tuoi talenti, invece, sono abbastanza evidenti,così come quello che ti piace e che non. Debolezze e paure, quelle sono tue, intime, solo tu puoi rispondere e lavorarci sopra.

      Toh, consulenza spiccia delle 16:24... roba da professioniste serie eh! Rido, ciao e grazie!

      Elimina
  3. Domande come "qual è la tua identità? Cosa ti rende unico? Quali sono i tuoi bisogni? Quali sono le tue aspirazioni?" per me sono impossibili da rispondere.

    Non funziono così, io. Ci hanno provato altri a mettermi di fronte a domande del genere, ma davvero non so cosa rispondere. Il foglio resta bianco.

    Grazie comunque della consulenza spicca :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando vuoi, ah dimenticavo... le consulenze spicce si pagano in birre :P

      Elimina
  4. Ahah, ok, per le birre nessun problema :D

    RispondiElimina
  5. Rieccomi! Sempre in questa strana fascia d'orario che non so se definire notte o alba! Vabbè, poco importa! Di fatto è l'ora in cui in casa c'è silenzio, i bambini dormono e io riesco a sentire il rumore del mio neurone cerebrale che produce qualcosa! Personalmente non amo le impalcature ma non solo per le sensazioni di 'instabilità, timore, insicurezza' che provocano... ma proprio perchè sono faticosissime da gestire! ... da ricordare ... da impersonare! Come quando ti dicono che il volto umano fa molta meno fatica a sorridere che a incrucciarsi! Sta di fatto che nel mondo dei/delle blogger ... le impalcature vanno piuttosto di moda! La cosa che trovo più divertente è che sono direttamente proporzionale alla ingenuità con cui vengono credute! Ecco allora che si pone uno iato tra immagine e identità! Salvo poi avere (si spera) coscienza ed amara consapevolezza che nella realtà le cose sono diverse ... Faticoso a quel punto gestire il senso di frustrazione che ne consegue! Non fa per me! Preferisco un'immagine più 'scrostata' ma che mi fitti davvero!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il commento. Bello quando tutti dormono :-)
      Si, è difficile recitare una parte non propria e prima. E non ha nemmeno alcun senso! Ciao e buona serata, o nottata, o "albata" :P

      Elimina
  6. Ciao Katia Anna, mi piace molto il tuo modo di scrivere, dritto al punto senza tanti fronzoli, questo lo cerco anche nelle cose che leggo offline, anche se non disdegno un po' di poesia e la fantasia. Ho da poco preso in mano la gestione del blog della mia casa editrice e sto cercando di dare al tutto una forma sincera e vera perché sono convinta che nel web come nella vita reale difficilmente si riesca a mantenere a lungo immagini che non ci rispecchiano pienamente. A quelle domande cerco di rispondermi ogni giorno e spero veramente di riuscire a raggiungere il mio obbiettivo e cioè quello di creare interesse verso persone che amano leggere, amano l'arte e la cultura e non disdegnano scelte etiche, quelle che noi ci imponiamo ogni giorno. A presto!

    RispondiElimina
  7. Grazie Nadia, mi fai un bel complimento :-)
    Concordo in massima parte con quello che scrivi.
    Io credo che l'autenticità sia sempre la chiave giusta. On-line come off-line.
    Grazie ancora per la lettura, il commento ed il tuo tempo!

    RispondiElimina
  8. Ogni giorno scopro articoli sempre più interessanti e nuove persone da seguire, ti faccio i miei sinceri complimenti per l'articolo! La svolta, a mio parere non tanto banale, è proprio quella di porre le stesse domande "esistenziali" anche agli altri, come giustamente sottolinei. Si perché possiamo illuderci anche di essere in un modo, ma ciò che conta alla fine è come ci percepiscono gli altri. Solo con un feedback continuo possiamo capire cosa ci può far migliorare, sia come "immagine" ma anche come persone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille per il tuo commento e per i complimenti. Che un po' mi imbarazzano ma fanno sempre immensamente piacere.
      Il feedback è tutto!
      La svolta, quando vuoi davvero comunicare (e non limitarti a "dire"), è ascoltare, ascoltare, ascoltare. Non solo ascoltarsi.
      La comunicazione, non smetterò mai di dirlo, è sempre una strada a due vie. :-)

      Elimina