domenica 18 agosto 2013

Aaron Gibson, la sua voce ed il suo basso. Esce "Loose Ends", un nuovo album di canzoni "slegate", nella loro essenza più pura.

(English translation avaliable at the end of the post)

Tenetevi forte: esce oggi "Loose Ends", il nuovo album del bassista e cantautore statunitense, Aaron Gibson (www.aarongibson.me). 

Aaron è una delle scoperte musicali che più mi hanno catturato nel corso di questi mesi. Un musicista controcorrente, avulso alla logica commerciale, la cui originalità e talento mi hanno subito colpita. 

Aaron Gibson è arrivato a me grazie ai social media e spendo alcune righe nel raccontare come. Credo che valga la pena sottolineare come, ancora una volta, un uso dei social intelligente, consapevole e davvero sociale, possa far nascere relazioni fra le persone e aprire finestre su mondi che, altrimenti, non si sarebbero mai incontrati. 

Metti un batterista italiano, che usa i social per condividere e scoprire musica ed un bassista-cantautore statunitense, che usa i social per condividere e far scoprire la sua musica. Uno vive a Cerveteri (RM) - terra di etruschi, imprigionata fra mare e colline; l'altro nella costa centrale dell'Oregon - nella bellezza della Siuslaw National Forest. YouTube è il mondo dove il batterista incontra il bassista. Facebook quello in cui iniziano a parlarsi, conoscersi e in cui si evolve la relazione. 

Così, grazie al batterista, anche io scopro Aaron Gibson e, sempre grazie al batterista, ho avuto la fortuna ed il privilegio di ascoltare Loose Ends in anteprima (grazie Fabio Romani). 

Loose Ends - i suoi suoni folk rock, i testi, le atmosfere - mi ha immediatamente fatto sentire indifesa. Ed uso il termine indifesa, nel suo significato più vero, perché, durante l'ascolto, la voce di Aaron (perfetta per la sua musica), quelle melodie di solo basso così nude, eppure complesse nella loro semplicità, hanno vinto ogni difesa e mi sono scivolate dentro, in quel posto in cui ognuno di noi cela e protegge le proprie emozioni. 

Ho quindi sentito il bisogno di saperne di più sul musicista, sull'album e di raccontarlo. Aaron Gibson ha risposto alle mie domande, con una gentilezza ed una autenticità davvero uniche. 


Partiamo dal principio.

Cosa rende unico Loose Ends? E' un album di brani registrati solo voce e basso elettrico. Le canzoni arrivano nella loro essenza più pura, così come Aaron Gibson le ha inseguite, composte e suonate la prima volta. Spogliate di ogni altro suono, costruzione, arrangiamento, le tracce dell'album si rivelano nella loro nuda e ruvida verità, musicale quanto emozionale. 
"... with Loose Ends my desire was to exhibit my songs in their natural state, without production. I really enjoy the production process and working in the studio, but there is something sacred to me about the first emotion of a song. That spark that gives birth to a tune is often lost when you think too much about filling a song up with robust instrumentation and a gazillion parts. I thought that the spirit of each song should be preserved and venerated if possible..."dice Aaron.
- traduzione: con Loose Ends il mio desiderio era quello di esibire le mie canzoni nella loro condizione naturale, senza produzione. Mi piace davvero il processo di produzione e il lavoro in studio, ma c'è qualcosa di sacro, per me, riguardo la prima emozione di una canzone. Quella scintilla che da vita ad un motivo, spesso si perde, quando inizi a pensare troppo e lo riempi di robusta strumentazione e miriadi di parti. Ho pensato che lo spirito di ogni canzone dovrebbe essere preservato e venerato, se possibile... -

Perché un titolo come Loose Ends all'album? Anche qui è Aaron Gibson a fornire la chiave di lettura, dando un senso al titolo ma anche all'intero lavoro:
"The project also freed me up creatively. I started writing a bunch of new songs, but felt a little anchored in place, held back in some way because I had some odd tunes floating around that did not fit, thematically or stylistically, with the new ones I was writing and I did not want them to just fall by the wayside. I also had some covers that I have been playing for a few months, so it looked like I had enough new material to build an album of stray songs, or “Loose Ends”."
- traduzione: "... ho iniziato a scrivere un pugno di nuove canzoni ma mi sentivo come ancorato, frenato in qualche modo, perché avevo alcuni brani attorno che non si armonizzavano, stilisticamente e tematicamente, con i nuovi che stavo scrivendo ed io non volevo però che finissero abbandonati per strada. Avevo anche alcune cover che suonavo da alcuni mesi, così mi è sembrato che avessi abbastanza nuovo materiale per costruire un album di canzoni randage, o slegate (Loose Ends, appunto) -

L'album è stato registrato presso i Trixie studios, Vancouver Washington, con Jackson Jackson, grande amico di Aaron. La strumentazione ridotta davvero all'essenziale. Mi racconta Gibson:
"The setup was as simple as it can get, my Alembic four string, a Mesa Boogie combo amp, vocal mic....that’s all. If you guys watched the video for my song “Peace”, you can see the setup and the room we recorded in. Jackson is an incredible all around musician, and his knowledge encompasses engineering, producing and playing. It was an honor to record at Jackson’s place." 

- traduzione: "il set up per la registrazione è stato il più semplice che si potesse avere, il mio basso Alembic a quattro corde, un amplificatore combo Mesa Boogie, un microfono voce.... questo è tutto. Se guardate il video della mia canzone "Peace", vedete il set up e la camera in cui abbiamo registrato. Jackson è un incredibile musicista a tutto tondo, e la sua conoscenza comprende l'ingegneria, la produzione e il suonare. E' stato un onore registrare da Jackson. - 






Loose Ends- I titoli 
  1. Sunshine (cover)
  2. A Ways to Go 
  3. Waiting 
  4. Love 
  5. Peace 
  6. Beautiful 
  7. Hard to Get 
  8. Halves
  9. Death 
  10. Victory 

Le canzoni descrivono momenti della vita personale di Aaron ma anche sentimenti, emozioni universali e speranze per una società migliore. Luci ed ombre, che fanno parte della vita di tutti noi. 


Facile riconoscersi in brani come "Love", dove Aaron racconta dell'impegno necessario a mantenere una sana relazione d'amore con la propria donna, mentre si hanno cinque figli, si lavora e si viaggia molto:
".... Doors open at inopportune times,
The phone will ring right when we get started,
Just one kiss and the doorbell chimes,
The kids have sensors going off until our lips have parted..."

"Death" è la toccante canzone scritta a  poche ore dalla morte del padre. Descrive il viaggio in auto che Aaron ha fatto, tentando di raggiungerlo, prima che si spegnesse. Ogni volta che la ascolto, ho i brividi:
"Almost there...almost there....
I Missed you by an hour, and you flew away. Further up, further in they say...
I longed to see him light up your face, on mounts to zion, bet you couldn’t wait..
Almost there...almost there....
So long and fair thee well my friend, I’ll meet you on some distant shore in the end..."

"Victory" e "Peace" raccontano di una visione sociale diversa da quella dell'America (ma non possiamo forse dire lo stesso anche dell'Italia e della maggioranza dei paesi occidentali?) propagandista. Mi spiega Aaron: "... media propaganda fuels blind hatred in people who might get along fine otherwise. I just want them to leave people alone and to stop killing people..." 

- traduzione: "la propaganda dei media fomenta l'odio cieco in persone che diversamente potrebbero andare bene assieme. Voglio che lascino la gente in pace e che la smettano di uccidere le persone..."  - 

Non posso che concordare.

Sugli altri brani dell'album non aggiungo altro. Vale la pena ascoltarlo (e acquistarlo!!!) e poi se vi va lasciatemi un commento qui, sono davvero curiosa di sapere che effetto vi farà e di conoscere la vostra opinione su questo album. 

Persone come Aaron, che sanno creare musica fuori dalla logica delle grandi etichette, meritano la nostra attenzione, il nostro sostegno, il nostro apprezzamento


- Qualche notizia su Aaron Gibson -
Nato e cresciuto nella zona della Baia di San Francisco. Ha iniziato a suonare il basso a 10 anni. "Crescere nella zona della baia è stata un'esperienza incredibile per un musicista, c'era sempre uno spettacolo da andare a vedere. Che si trattasse di Santana, The Grateful Dead, Primus, Metallica, Tears for Fears, The Smiths, The Cure, Oingo Boingo, Elvis Costello, Sonny Rollins, Max Roach, Sting o gli U2, c'erano sempre concerti a cui andare" - mi racconta Aaron. 
Vive sulla costa centrale dell'Oregon dal 1998, con la moglie ed i cinque figli, accanto alla Siuslaw National Forest - "... un luogo immensamente bello in cui vivere e scrivere" - dice Aaron. Negli ultimi anni si è concentrato solo sulla famiglia e la musica, registrando ed esibendosi come solista. 
Come solista, ha suonato in Cina, Hong Kong, Georgia, Virginia, California, Oregon, Colorado, Utah e Washington ma spera nel prossimo futuro, di poter raggiungere, con la sua musica, molte nuove città, nazioni e persone.

Ascoltate Loose Ends e lasciatemi un vostro commento!

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English version (I am Italian, I do apologize in advance for any mistake in the translation process)


Aaron Gibson, his voice and his bass. Published "Loose Ends", a new album of “stray” songs, in their purest essence.

Get ready: is out today "Loose Ends", the new album of bassist and songwriter, Aaron Gibson (www.aarongibson.me). Aaron is one of the most interesting musical discoveries that have captured me during these months. A musician very distant from commercial logic, whose originality and talent I was immediately impressed with.

Aaron Gibson came to me thanks to social media and spend a few lines to tell how. I believe that it is worth underlining that, once again, a clever use of social media, conscious and “really social”, it enables  people to really connect and it opens windows on worlds that otherwise would never have met.

An Italian drummer, who uses social media to share and discover music and a bassist-songwriter, who uses social media to share and uncover its music. One lives in Cerveteri , Rome Italy - the land of the Etruscans, trapped between the sea and hills, and the other in the central coast of Oregon - in the beauty of the Siuslaw National Forest. YouTube is the world where the drummer met up with the bassist. Facebook t they start talking to each other, knowing each other and so the relationship evolves. So that, thanks to the drummer, I also discover Aaron Gibson and, once again thanks to the drummer, I had the good fortune and privilege to listen to a preview of Loose Ends (thanks Fabio Romani).

Loose Ends - its folk rock sounds, the lyrics, the atmospheres - I was immediately made to feel defenseless. And I use the term defenseless, in its truest meaning, because, while listening to the voice of Aaron (so perfect for his music), those melodies of bass guitar, naked, yet complex in their simplicity, they have won every defense and they slipped inside, in that place where each of us conceals and protects their emotions.

I then felt the need to learn more about the musician, about the album and to write about it. Aaron Gibson has answered my questions with a gentleness and a truly unique authenticity.

Let's start from the beginning.

Loose Ends. What makes it unique? It 'an album of songs recorded just voice and electric bass. The songs come in their purest form, as well as Aaron Gibson has chased, composed and played them the first time. Stripped of all other sounds, construction, arrangements, tracks on the album are revealed in their naked truth and roughness, musically as well as emotionally.

"Loose Ends ... with my desire was to exhibit my songs in their natural state, without production. I really enjoy the production process and working in the studio, but there is something sacred to me about the first emotion of a song. That That spark Gives birth to a tune is lost when you finish Often think too much about filling up a song with robust instrumentation and a gazillion parts. I thought the spirit of each song That Should Be preserved and venerated if possible ... "says Aaron.

Why a title like "Loose Ends" for the album? Once again is Aaron Gibson to provide me the key that gave me the meaning not only for the title but also for his entire work:

"The project also freed me up creatively. I started writing a bunch of new songs, but felt a little anchored in place, held back in some way because I had some odd tunes floating around that did not fit, thematically or stylistically, with the new ones I was writing and I did not want them to just fall by the wayside. I also had some covers that I have been playing for a few months, so it looked like I had enough new material to build an album of stray songs, or “Loose Ends”."

The album was recorded at the Trixie studios, Vancouver, Washington, with Jackson, a close friend of Aaron. The instrumentation really reduced to the essentials. Gibson tells me that:

"The setup was as simple as it can get, my Alembic four string, a Mesa Boogie combo amp, vocal mic....that’s all. If you guys watched the video for my song “Peace”, you can see the setup and the room we recorded in. Jackson is an incredible all around musician, and his knowledge encompasses engineering, producing and playing. It was an honor to record at Jackson’s place." 

Loose Ends- The Tracks

1.       Sunshine (cover)
2.       A Ways to Go
3.       Waiting
4.       Love
5.       Peace
6.       Beautiful
7.       Hard to Get
8.       Halves
9.       Death
10.   Victory

The songs describe moments of Aaron’s personal life but also feelings, universal emotions and hopes for a better society. Lights and shadows, which can be part of the life of us all.

Easy to identify with songs like "Love", where Aaron tells of the efforts needed to maintain a healthy loving relationship while you have five children to take care of, working and traveling a lot:
".... Doors open at inopportune times,
The phone will ring right When we get started,
Just one kiss and the doorbell chimes,
The kids have sensors going off until our lips have parted ... "

"Death" is a touching song written a few hours after his father's death. It describes the drive that Aaron did, trying to reach his father,  before he passed away. Every time I listen to it, I shudder:
"Almost there ... almost there ....
I Missed you by an hour, and you flew away. Further up, further in they say ...
I longed to see him light up your face, on mounts to zion, bet you could not wait ..
Almost there ... almost there ....
So long and fair thee well my friend, I'll meet you on some distant shore in the end ... "

"Victory" and "Peace" tell of a different social vision from that of "propagandist" America (but could we not say the same also of Italy and most Western countries?). Aaron explains: "... media propaganda fuels blind hatred in people who might otherwise get along fine. I just want them to leave people alone and to stop killing people ..."

I can only agree.

I won’t add much more about other tracks. It is worth listening to (and purchase!) it. And then, if you like please, leave me a comment here, I'm really curious to know what effect it will have on you and I would love to know your opinion on this album.
People like Aaron, who know how to create music out of the logic of the big labels, deserve our attention, our support, our appreciation.

Loose Ends can be downloaded here: http://aarongibson.bandcamp.com/album/loose-ends but also on iTunes, here https://itunes.apple.com/us/album/loose-ends/id674753108.

- About Aaron Gibson -
Born and raised in the San Francisco Bay Area. He started playing bass when  10. "Growing up in the bay area was an amazing experience for a musician, there was always a show to go and see. Be it Santana, The Grateful Dead, Primus, Metallica, Tears for Fears, The Smiths, The Cure, Oingo Boingo, Elvis Costello, Sonny Rollins, Max Roach, Sting or U2, there were always concerts to go to."- Aaron says.
He lives on the central coast of Oregon since 1998, with his wife and five children, next to the Siuslaw National Forest - "... an immensely beautiful place to live and write" - adds Aaron.
In recent years he has focused only on the family and the music, recording and performing as a soloist.
As a soloist, he has performed in China, Hong Kong, Georgia, Virginia, California, Oregon, Colorado, Utah and Washington but his wish, in the near future, is to be able to reach with his music, many new cities, countries and people.


Listen to Loose Ends and leave me your comments!
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3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Davvero lusingato nel leggere una recensione firmata Italia riguardo l'ultima fatica di un meritevole artista d'Oltreoceano che credevo conoscessimo in circa 10, forse solo bassisti, in tutto il paese...
    i miei complimenti.
    Io in quanto bassista, lo seguo volentieri sin dai tempi di "I will take you home", o meglio da quando fece irruzione nel Tubo con le sue strabilianti reinterpetraioni di impossibili "cover" per mezzo del solo ausilio di voce e basso 4 corde. Poi con quest'ultimo ritorno alle origini, Loose Ends, Aaron si limita alla produzione delle sue idee musicali nude e crude così come sono concepite, senza ricorrere ad ausili esterni di altri strumenti come già sperimentato per il precedente Becoming Unravelled.
    Insomma un disco in più da cui trarre linfa vitale per il mio prossimo ep nel cassetto da realizzare "a bassa voce", azzardatamente in Italiano. Grazie

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    1. Ciao, grazie per i complimenti. Aaron è un artista davvero unico ma è anche una bellissima persona. Loose Ends lo ascolto di continuo e più lo ascolto più ci trovo cose che mi piacciono, sfumature, dettagli. Incredibile, vero, se si pensa al suo taglio scarno, essenziale, ruvido. E poi io adoro il suono del basso. Mi permetto di segnalarti una band, se non li conosci, sentiti i New Model Army dei primi 3/4 album (Vengeance, No Rest for the Wicked, The Ghost of Cain, Thunder & Consolation), Il basso è strastosferico :-) Cosa mi resta da dirti? Ah, già, un enorme in bocca al lupo per il tuo progetto e quando il tuo lavoro, in italiano (bravo, sii coraggioso!), sarà ultimato, se ti va, segnalamelo. Sarò lieta di ascoltarlo ed eventualmente recensirlo. :-)

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